Abituiamoci al personal branding

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Nei tempi dei social network dobbiamo per forza imparare a fare i conti con il personal branding, una realtà in cui diventiamo contemporaneamente prodotto e venditore: praticamente siamo la merce che dobbiamo proporre alla rete e allo stesso tempo l’imbonitore che la deve rendere appetibile al pubblico di possibili acquirenti.

L’utilizzo che facciamo dei social è infatti strettamente connesso con la pubblicazione di contenuti informativi che spesso riguardano la nostra sfera personale ma, il più delle volte trattano argomenti di interesse collettivo che magari sono stati proposti dai maggiori canali di informazione e sui quali non facciamo altro che dire la nostra. È proprio in quest’ultimo caso che dobbiamo fare nostro lo strumento del personal branding.
Abbiamo infatti la possibilità di agire in due modi diversi: o spalmare le notizie su tutto l’arco della giornata in piccoli contenuti oppure scegliere il momento esatto studiando la curva di interesse, uno strumento social che ci permette di conoscere il momento in cui l’interesse della rete è al massimo e piazzare strategicamente il post.
Per diventare però un maestro di personal branding occorre studiare bene non solo gli interessi della rete ma anche i tempi in cui questi ultimi si sviluppano in modo da non pubblicare contenuti stantii o già ampiamente sviscerati da decine di utenti.
Insomma, il personal branding ci insegna che dobbiamo imparare a venderci sui social se vogliamo diventare popolari. E, no, non ci sono doppi sensi.

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