Ancora casi di autocombustione per Samsung Galaxy Note 7

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Nel più clamoroso effetto boomerang dei nostri tempi, Samsung sta rischiando la reputazione a causa di un difetto di costruzione del Galaxy Note 7 che continua, nonostante smentite e promesse di rimborsi e/o sostituzioni, a mettere alle corde il già compromesso rapporto con i clienti. Altri casi di autocombustione spontanea del device verificatesi negli USA hanno riacceso la polemica.

Altro che difetto di fabbrica

Ormai sembra proprio che la linea Note di Samsung sia irrimediabilmente compromessa da questo increscioso fatto: passino le funzionalità che hanno bisogno di rodaggio, un consumo della batteria smodato e anche qualche difettuccio di fabbrica, ma che il Galaxy Note 7 debba attentare alla vita del consumatore proprio non può essere tollerato. Tra chi cena e si accorge che lo smartphone ha preso fuoco, chi si ritrova con la camera in fiamme e chi è costretto ad andare in ospedale per aver inalato i fumi del piccolo incendio, il danno che questo device sta facendo all’immagine di Samsung potrebbe essere fatale.

Samsung che dice?

Dall’azienda coreana ancora non trapelano azioni ufficiali ma gli addetti ai lavori sostengono che uno stop definitivo della produzione del Galaxy Note 7 potrebbe essere la scelta migliore in questa fase visto che anche la tattica della sostituzione gratuita non ha risolto il problema, anzi, se è possibile l’ha peggiorato ulteriormente. Intanto At&T e Verizon hanno sospeso le vendite.

Smartphone come armi?

Con un po’ di fantasia potremmo anche pensare che sia in corso una rivolta degli smartphone, con alcuni modelli che si sacrificano per la causa. O magari, per restare in tema USA, potrebbero essere usati per “esportare” la democrazia. Questa, però, è fantascienza: i fatti dicono che nella sfrenata corsa a produrre lo smartphone più performante sembra che si siano perse di vista le cose più importanti. Come la sicurezza dell’utente, per l’appunto.

Foto: Tom’s Hardware.

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