Codec Mp3: come passa alla storia il principe dei formati

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Il Fraunhfer Institute for Integrated Circuit ha annunciato pochi giorni fa che il formato audio Mp3 è ufficialmente superato. Ciò non vuol dire che tutti i file con la suddetta codifica audio non funzioneranno più, ma piuttosto che, ad oggi, ci sono codec più completi dal punto di vista dell’esperienza musicale come l’ogg, il flac o i nuovissimi AAC e MPEG-H.

Dici Mp3 e pensi a Napster

Il connubio Mp3 – Napster è nato all’incirca 16 anni fa quando internet era ancora agli albori, non esistevano i torrent e per scaricare un brano ci volevano delle ore. All’alba di quella che adesso è l’attuale era della rete, un programmino semplice come Napster faceva conoscere agli smanettoni di tutto il mondo il codec Mp3 che ha imperversato negli anni successivi grazie alla diffusione di famosissimi lettori dedicati come l’amato e rimpianto WinAmp.

Non tutto è nostalgia

Il fatto che gli editor audio preferiscano altri tipi di codifica non deve essere necessariamente una tragedia. A fronte di caratteristiche e prestazioni inferiori rispetto alla concorrenza, l’Mp3 continua ad essere il codec preferito per lo scambio di file audio in rete e sarà supportato dai vari servizi ancora per parecchio tempo. Semmai rimarrà una soluzione semplice e veloce, questo si, per chi non ha bisogno di particolarità sonore esotiche.

Cos’hanno di nuovo l’AAC e l’MPEG-H?

Rispetto all’Mp3, i nuovi formati offrono una qualità audio sensibilmente maggiore anche con bit-rate bassi, sono meno pesanti e meglio gestibili dai software audio e offrono una immersività maggiore poiché permettono di gestire meglio la diffusione del suono.

Source FanPage.it

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