Il futuro della scienza si chiama Astroinformatica

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Quando pensiamo al lavoro dell’astrofisico ci immaginiamo un tizio seduto a un telescopio che osserva il cielo e trae conclusioni su oggetti che distano da lui svariate centinaia di migliaia di chilometri. In realtà, oggi, questo lavoro non differisce molto da quello di un esperto di informatica visto che i telescopi più potenti che abbiamo sulla Terra o in orbita vengono gestiti da potenti sistemi computerizzati che spesso sono chiamati ad elaborare masse di dati così enormi da far impallidire qualsiasi stacanovista esperto. La nuova frontiera della scienza si chiama Astroinformatica e sta nascendo in questi ultimi anni.

Astrofisica + Informatica

L’astroinformatica è un termine coniato per far sposare l’astrofisica con l’informatica poiché ormai la prima risulta difficile da praticare senza l’aiuto della seconda. La macchina chiamata Large Synoptic Survey Telescope, LSST per gli amici, sarà in grado di produrre 15 Tbyte di dati per ogni singola notte di osservazione del cosmo. Altre macchine simili come lo Square Kilometer Array (il più grande radiotelescopio al mondo) o l’European Extremely Large Array traghetteranno gli astrofisici verso una nuova concezione del loro campo di interesse. Ho usato il futuro poiché questi sistemi vedranno la luce nei prossimi anni.

Il collo di bottiglia

Per prepararsi a gestire una mole di dati così immane, che potrebbe contenere le risposte alle domande fondamentali della scienza come, ad esempio, la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto (anche se Douglas Adams ci ha già detto che è 42), nasce appunto l’Astroinformatica ovvero lo studio dei big data. L’inversione ideologica che porta con sé questa nuova concezione è che per la prima volta l’uomo non avrà problemi di analisi a causa della scarsità di dati ma tutto l’opposto: il nostro limite tecnologico potrebbe proprio essere un problema a causa della quantità eccessiva di dati.

Una risposta a tutto

Le origini della materia, le ipotesi sulla materia oscura, i pianeti che si trovano oltre il nostro Sistema Solare e la realtà delle onde gravitazionali sono pochi tra i campi di studio in cui l’Astroinformatica ci permetterà di dare un’occhiata: ciò sarà reso possibile dalle reti neurali dotate di AI e capaci di sfruttare le tecnologie di deep learning.

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