Sicurezza al volante: ci aiuta la Gabbia di Faraday

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E’ stato stimato che nel 2016 almeno un terzo degli automobilisti abbia usato lo smartphone mentre si trovava alla guida della propria vettura. Al netto dell’intelligenza umana collettiva questo dato non può che aumentare nei prossimi anni. Perché? Perché sentiamo il bisogno di essere sempre connessi, di leggere l’ultima notifica Facebook o l’ultimo messaggio su WhatsApp prima che sia passato troppo tempo dalla ricezione. Sul motivo di questa fretta insensata passiamo oltre: quello che rimane è l’abitudine pericolosa di usare lo smartphone mentre si guida. Per risolvere il problema, in Gran Bretagna, Nissan ha proposto un’idea particolare e l’ha messa in atto nella sua Juke, un’idea che prende il nome di Gabbia di Faraday e che risale a tre secoli fa, anno più anno meno.

La Gabbia di Faraday nel 2016

Alcuni modelli di Nissan Juke commercializzati nel Regno Unito sono stati provvisti di un apposito alloggiamento tra i sedili anteriori della vettura in cui è possibile installare lo smartphone. Una volta chiuso il coperchio ogni connessione del device viene interrotta e non si riceveranno più notifiche o messaggi. Rimangono comunque attive le connessioni AUX per ascoltare la musica o i podcast.

L’invenzione di Faraday nelle storia

Cos’è una Gabbia di Faraday? Nel corso dei suoi esperimenti sulle applicazioni dell’elettricità, il fisico inglese Michael Faraday  ha messo in atto un dispositivo, la gabbia appunto, in grado di isolare qualunque cosa si trovi al suo interno dai campi elettrici che invece si trovano all’esterno. In pratica il fisico si fece rinchiudere in una grossa gabbia che poi fu elettrificata: mentre sulla superficie metallica delle sbarre sprizzavano scintille, al suo interno l’uomo stava benissimo e misurava con opportuni strumenti una delle certezze fisiche che più sono state sfruttate dall’industria negli anni successivi. All’interno di un conduttore cavo, per essere precisi, il campo elettrico si distribuisce sulla superficie.

Perché l’idea di Nissan è buona

A qualcuno potrebbe sembrare una coercizione quella di isolarsi volontariamente dal mondo social mentre si guida. Qualcun altro potrà addurre come difesa la possibilità di utilizzare il computer di bordo per farsi leggere messaggi e notifiche oppure gli indossabili smart per evitare di guardare lo schermo dello smartphone. Ma il punto su cui questa idea del produttore di automobili ci fa riflettere è: siamo sicuri che quello che ci opprime sia veramente la Gabbia di Faraday oppure è la gabbia di interconnessioni con il mondo esterno dalla quale non riusciamo a uscire e che noi stessi abbiamo progettato, realizzato e fortificato?

Via Tom's Hardware

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