HoloFlex: si piega ma non si spezza e fa gli ologrammi

Lontanissimo dall’applicabilità come prodotto commerciale, il prototipo di telefono flessibile sviluppato da un team di ricercatori del Queen’s University Media Lab è destinato a far parlare di sé, non fosse altro per lo schermo in grado di generare ologrammi: non a caso il telefono si chiama HoloFlex.

Flessibile e con gli ologrammi, HoloFlex monta un pannello FOLED con risoluzione FullHD che permette angoli di piega piuttosto accentuati e grazie a uno strato di lenti fisheye riesce a proiettare un’immagine tridimensionale che può essere visualizzata con sufficiente chiarezza sia da chi maneggia il dispositivo che da chi gli sta intorno. Oltre a ciò, HoloFlex permette un’interazione basata su diverse tipologie di pieghe e movimenti dello chassis.

Ovviamente è difficile pensare a commercializzare un prodotto come HoloFlex, costi e caratteristiche di funzionamento sarebbero ostacoli insormontabili, ma se pensiamo alla tecnologia del suo schermo applicata ai videogiochi o alle videoconferenze possiamo immaginare quanto il livello di interazione con un’immagine 3D sia superiore rispetto a quanto non sia con un’immagine in 2D per quanto essa possa essere definita.

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