Il premio Turing 2015 va ai pionieri della crittografia a chiave pubblica

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La crittografia sta alla base delle comunicazioni via web ma ha origini antichissime: le prime testimonianze di messaggi codificati risalgono alle civiltà mesopotamiche per diffondersi poi, secolo dopo secolo, fino ai giorni del web 2.0 passando per figure di spicco come Leonardo Da Vinci con i suoi cilindri cryptex e Alan Turing che ha decifrato il codice Enigma dei nazisti.

Porta proprio il nome di Turing un premio dedicato a chi si è distinto nel campo della crittografia; premio che recentemente è stato assegnato a Whitfield Diffie e Martin E. Hellman che nel 1976 posero le basi per la crittografia a chiave pubblica che oggi ci permette di fare acquisti online,  chattare e tantissime altre operazioni che quotidianamente svolgiamo sul web.

Il funzionamento della crittografia a chiave pubblica è presto spiegato. Supponiamo che Roberto debba mandare il messaggio “Ciao” ad Alice: il sistema trasformerà la stringa di lettere in una stringa di caratteri alfanumerici secondo una regola che è uguale per tutti e che è definita chiave pubblica. Quando il sistema di Alice riceve il messaggio, esso userà la chiave privata che solo lui conosce e ritrasformerà i caratteri alfanumerici nella parola “Ciao”. Mentre la chiave pubblica è la stessa per tutti, la chiave privata è nota solo al sistema di ricezione e non lo abbandona mai. In questo modo è praticamente impossibile intrufolarsi nel sistema per rubare la chiave poiché anche un attacco a forza bruta impiegherebbe centinaia di anni!

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