La studentessa Mya Le Thai inventa la batteria da 200.000 ricariche

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Qualche secolo fa alcuni monaci francesi armeggiando con alcol e succo d’uva furono sorpresi di veder sviluppare del gas nelle bottiglie e neanche si accorsero di aver creato lo champagne. Nel mondo delle bollicine come in quello della scienza spesso le invenzioni sono figlie del caso o della fortuna, se volete. Caso o fortuna, la giovane Mya Le Thai non dimenticherà facilmente il modo in cui ha creato una batteria in grado di durare per 400 anni.

Caso o fortuna?

Nei laboratori dell’Università della California, un’equipe di dottorandi, di cui Mya Le Thai fa parte, stava lavorando all’applicazione di nanofili alle batterie al litio e aveva concluso che essi erano troppo deboli per poterli utilizzare ma la giovane studentessa ha pensato di usare un mix tra un gel elettrolitico e biossido di manganese per ricoprire i nanofili di oro. In questo modo, senza volerlo, ha creato una batteria ricaricabile per oltre 200.000 volte senza subire danni.

Dal caso bisogna imparare

La storia di Mya Le Thai ci insegna che spesso le invenzioni stanno in attesa di essere scoperte e sfruttano eventi fortuiti per venire nel nostro mondo ma, non possiamo non considerare che anche se il caso gioca un ruolo importante, il centro della storia è la dedizione della studentessa che ha continuato a lavorare al suo progetto nonostante i risultati non arrivavano. Il caso aiuta ma noi dobbiamo metterlo in condizione di farlo.

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