La tecnologia Gigapixel di Art Camera

Si dice che la cifra culturale di un popolo, la sua intera storia persino, siano rappresentate dall’arte che è riuscito a produrre nell’arco della sua evoluzione e gran parte di questa produzione riguarda la pittura. Proprio i capolavori nati dai migliori pennelli della storia dell’arte sono al centro di un progetto del Google Cultural Institute dove tecnici specializzati sono riusciti a digitalizzare le opere d’arte di artisti quali Rembrandt e Van Gogh con una speciale fotocamera chiamata Art Camera.

Art Camera è in grado di scattare foto ad elevatissima risoluzione scandagliando centimetro per centimetro un’opera alla ricerca di piccolissimi particolari che possono sfuggire anche all’occhio del miglior critico d’arte come firme nascoste o messaggi impliciti. La camera ha un laser che gestisce la messa a fuoco, un sonar per misurare la distanza dall’opera d’arte e un potente e accurato accelerometro di precisione che evita i piccoli movimenti che possono inficiare la qualità dell’immagine finale. Un braccio robotico, infine, si occupa di far scorrere la camera in avanti per scattare la foto del riquadro successivo. Un software si occupa di comporre le immagini come un puzzle, ricreando l’opera d’arte in formato digitale ad altissima precisione.

La sfida di Art Camera è però ostica per diversi motivi. Si tratta, in primo luogo, di una tecnologia denominata Gigapixel, che contiene quindi un miliardo di pixel: vale a dire costose attrezzature per lavorare le foto ed editarle e pochissime persone al mondo in grado di farlo.

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