L’HDR sarà il futuro dell’alta definizione

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Il futuro degli standard di qualità per la riproduzione video si chiama HDR. A dirlo è nientemeno che Neil Hunt, figura di riferimento del colosso Netflix. L’High Dinamic Range, questo il nome dietro l’acronimo HDR, gioca un ruolo fondamentale nella gamma di colori che si trova alle estremità delle possibilità di rappresentazione degli schermi.

In pratica, la realtà è a 14 bit e il nostro occhio riesce a percepire oltre un miliardo di variazioni cromatiche tra il buio totale e la luce estrema, mentre gli schermi si fermano a 8 bit per cui ci sono delle discrepanze nelle immagini. Con la tecnologia HDR si riesce però a estendere la capacità di visualizzazione degli schermi.
L’idea è quella di realizzare pannelli da 10 bit che possano raggiungere il 53% delle cromie visualizzabili contro il 35% scarso dei pannelli già esistenti. La sfida è ardua, tanto più che per apprezzare i nuovi standard non ci sarà bisogno solo di munirsi di schermi all’ultimo grido ma occorrerà anche saper dosare le fonti di illuminazione della stanza. Solo in quest’ultimo caso, infatti, l’HDR potrà dare i risultati sperati

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