L’internet delle cose è un pericolo? Cos’è un attacco DDoS?

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Secondo l’esperto di sicurezza informatica Brian Krebs l’Internet of Things rappresenterebbe una debolezza non indifferente per i sistemi informatici: la presenza di videocamere digitali, telecamere di sorveglianza, router e qualsiasi altro device che sia sempre connesso alla rete è una manna dal cielo per gli hacker. A testimonianza di ciò basti pensare al più grosso attacco DDoS della storia effettuato lo scorso settembre negli USA grazie al malware Mirai.

Cos’è un attacco DDoS?

Per coloro che hanno già visto la prima stagione di Mr.Robot non è certo la prima volta che sentono parlare di attacco DDoS mentre per gli sfortunati che non conoscono la serie è opportuno introdurre il concetto. Un attacco DDoS, acronimo di Distribuited Denial of Service, è in grado di mandare in tilt una rete informatica bloccando i server di servizio ovvero quei computer che gestiscono il funzionamento di tutta la baracca telematica.

Come funziona?

Un attacco DDoS viene effettuato infettando quanti più device connessi alla rete possibile affinché ciascuno di essi cominci a mandare una richiesta al server: moltiplicate questa richiesta per migliaia di dispositivi e avrete un’idea della mole di richieste che raggiunge il server. E’ come se la cassiera del vostro supermercato di fiducia dovesse servire 200 persone tutte insieme. Cosa succede? Va in tilt. Allo stesso modo i server di servizio generano una procedura di errore e si bloccano oscurando quel particolare servizio anche per giorni. Questo è successo a settembre negli USA dove il malware Mirai è riuscito a infettare più di due milioni di device connessi e a bloccare il fornitore di servizi per Twitter, Spotify e per il New York Times.

La situazione è seria

Come ci spiega Krebs, oggi i dispositivi connessi alla rete sono innumerevoli e su molti di essi non c’è alcuna possibilità di eseguire un controllo specifico, né di evitare un’intrusione hacker. Molti enti competenti stanno facendo pressione sui produttori per inserire dei software di controllo ed impedire che una telecamera, un termostato, una serratura smart o qualsiasi altro device IoT possa essere controllato a distanza da qualche malintenzionato. Purtroppo la situazione è veramente seria. Potremmo ritrovarci chiusi fuori da casa nostra nella migliore delle ipotesi. E lasciamo perdere la peggiore…

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