OnePlus conferma: i dati utente della clipboard non vengono collezionati da server stranieri

Recentemente, OnePlus si è trovata al centro di un vortice di polemiche piuttosto chiassose, in merito ad una presunta violazione della privacy degli utenti dotati di smartphone OnePlus 3 e 5. I due top di gamma, estremamente popolari tra tutti gli appassionati del mondo Android, erano stati accusati di collezionare all’insaputa dell’utente i dati della clipboard, per inviarli poi in via remota a server di raccolta di origine cinese.

OnePlus ha infine chiarito la propria visione degli eventi con un commento ufficiale online, in cui specifica di non avere alcun ruolo nella raccolta di dati simili: il tutto è nato da un “qui pro quo” che vede al centro un file di OxygenOS, “Badwords.txt”.

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Il file in questione, nella controparte cinese di OxygenOS (HydrogenOS) è utile proprio allo scopo opposto: impedire che determinati link e dati vengano caricati durante l’interazione dell’utente con il dispositivo. Inoltre, Badwords.txt contiene una lista di link non accettata da app popolari in Cina quali WeChat, che possiede funzioni di link blocking per evitare pubblicità a eventuali competitor: il file è praticamente “innocuo” nelle versioni occidentali dei dispositivi.

Il codice di attivazione di Badwords.txt è infatti inattivo in OxygenOS, perciò il file può considerarsi una “reliquia” rimasta dai tempi della prima open beta per Hydrogen OS: nulla che gli utenti occidentali dovrebbero quindi temere.

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