Prepariamoci a dare l’addio al 3D

Probabilmente si è trattato dell’infatuazione più eclatante del mondo dell’ high-tech, un breve innamoramento durato poco meno di 6 anni quello tra l’home entertainment e il 3D: la tecnologia che doveva stimolare i nostri sensi ad un livello più profondo, che doveva farci toccare con mano, o quasi, le immagini, non ha fatto il botto come gli addetti al settore speravano e, dopo un breve arco di tempo in cui i produttori le hanno davvero provate tutte, è giunto il momento di darci un taglio. Probabilmente, infatti, il 2016 sarà l’anno in cui tutti i grossi marchi cesseranno di sviluppare il 3D e di implementarlo nei loro device.

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A testimoniare questo disamoramento nei confronti del 3D ci sono due dati. Il primo è il clima di freddezza generale con cui nelle recenti fiere dell’elettronica sono stati accolti gli ultimi ritrovati nel campo del 3D domestico; siano essi TV, monitor TV o qualsiasi altro ammennicolo elettronico, il pubblico non si è entusiasmato. L’altro dato è rappresentato, invece, dalle vendite dei biglietti per i film 3D al cinema che sono in caduta libera. Avatar doveva segnare l’inizio di una fase di transizione tra il cinema prima del 3D e quello successivo, ma non è stato così.

La realtà virtuale con i suoi visori che diventano sempre più famosi, la realtà aumentata e gli schermi curvi, persino la sperimentazione sugli ologrammi che dovrebbero sostituire gli schermi, oggi riscuotono più successo di una qualunque notizia riguardi il 3D.

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