E se ricaricassimo lo smartphone con l’urina?

Avete dimestichezza con il termine trilemma energetico? Ebbene, si tratterebbe di un dubbio che ha una triplice opzione. Vale a dire: riusciamo a produrre energia sicura, pulita ed economicamente accessibile a tutti? Bel trilemma, gente. Allora può venirci incontro la chimica, ma anche, in maniera del tutto inaspettata, l’urina.

La nostra urina contiene dei microbi che riescono ad attivare un processo di trasformazione di energia che produce energia elettrica da energia chimica. Nella pratica il processo è stato studiato e testato da alcuni cervelloni dell’università britannica di Bath (e bath in inglese vuol dire anche bagno: sarà un caso??) i quali sono riusciti a venire a capo delle situazione e a creare una cella combustibile in cui l’urina riesce  produrre ben 2 W di potenza al metro cubo. Potenza sufficiente, ad esempio, per far funzionare un telefono cellulare.

Il processo, ovviamente, non prevede solo l’urina ma anche un catalizzatore al carbonio e una proteina idrosolubile e risponde perfettamente a trilemma di cui si parlava poc’anzi poiché sia il primo che la seconda si trovano facilmente in natura: nell’ottica di sfruttare al meglio le risorse disponibili, una batteria che può immagazzinare energia da un processo che coinvolge risorse rinnovabili e immediatamente disponibili sarebbe veramente il top. Ovviamente quelli di voi che, leggendo il titolo del post, pensavano di urinare sullo smartphone per ricaricarlo rimarranno parecchio delusi. La questione è un po’ più delicata e prevede una sperimentazione ancora piuttosto lunga.

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