TorrentHound chiude: un altro pilastro del p2p crolla definitivamente

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Nei giorni scorsi ha chiuso uno dei portali p2p più famosi al mondo, TorrentHound è offline, pare, per motivi legati agli affari e alle continue richieste da parte delle autorità in merito al materiale coperto da copyright: il fondatore stesso del sito ha dichiarato che a causa di ingerenze continue degli agenti antipirateria e delle spese di gestione che si accumulavano senza essere livellate dagli introiti, è stato costretto a chiudere i battenti.

Un’ecatombe per il p2p

TorrentHound è il terzo grosso sito di peer-to-peer che chiude in pochi mesi. Qualche tempo fa era toccato al mostro sacro KAT seguito a ruota dall’altrettanto famoso Torrentz. A questo aggiungiamoci le chiusure storiche di ThePirateBay e Kickass Torrent e possiamo valutare i confini di una guerra alla pirateria informatica che sta uccidendo il mondo del p2p. Oggi al posto delle home page di questi siti troviamo una lista di altri siti di torrent.

E’ giusto o no?

La chiusura di TorrentHound, l’ennesima di un sito di p2p, ci porta a non poter non ammettere che le autorità antipirateria alla fine stanno vincendo, o, per meglio dire, il mondo degli affari sta strozzando la libera diffusione dei contenuti. Vero è che quei contenuti sono coperti da copyright quindi c’è una persona fisica o giuridica che trae profitto dalla loro vendita ma è altresì vero che il p2p poteva rappresentare un paravento per l’utente medio che fin troppo spesso si vede propinare dei prodotti che sono falsi come i soldi del Monopoli. Pensate alle varie edizioni di Fifa o di PES: sempre lo stesso prodotto, tirato a lucido e con qualche funzione in più, venduto a ben 70 euro al pezzo. Si chiama massimizzare i guadagni, l’utente ne fa le spese e la grande azienda si arricchisce. Questo circolo vizioso è impossibile da spezzare.

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