WhatsApp, milioni di account bannati in un solo colpo: le motivazioni ufficiali

Milioni di account WhatsApp falciati dalla mano censoria del servizio di messaggistica numero uno al mondo per diffusione, ma apparentemente non per “tolleranza”: tanti utenti hanno scoperto di avere profili disattivati senza alcuna motivazione ufficiale fornita dal servizio, ripiegando così su app di messaggistica alternative e di comprovata sicurezza tra cui la rivale di sempre Telegram.

A qualche giorno dalla chiusura di un così elevato numero di account, WhatsApp motiva le ragioni di una censura così grave, che a quanto pare trova le sue radici nell’uso di app client di terze parti al posto del software ufficiale per accedere al servizio di instant messaging. Da sempre, infatti, gli utenti hanno a disposizione su Play Store un’ampia scelta di client alternativi con cui accedere a WhatsApp: una possibilità che non è vista di buon occhio dal messenger in verde.

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A differenza di quanto accade su Telegram, per il quale sono sempre benvenuti client alternativi (dal funzionale Mobogram al veloce Challegram, alla soluzione italiana OTIgram), WhatsApp non apprezza particolarmente software alternativo: le ragioni risiederebbero inoltre nella libertà d’uso del codice sorgente da parte dei developer per creare le proprie versioni del messenger.

Per questo motivo, al fine di evitare inaspettati ban e disattivazioni è sempre bene optare per un’app open source e supportata da un’ampia community: si tratta dell’ennesimo “incidente” che traghetterà sempre più utenza verso Telegram?

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